Nisida

Nisida

sabato 2 settembre 2017

Questa mi mancava

Tentativo di truffa a mezzo auto, meglio conosciuta come "il trucco della strisciata".
Ieri sera percorrendo la tangenziale verso Giugliano la nostra auto è stata colpita da qualcosa che ha provocato un rumore fortissimo. Mentre accostavamo un'auto dietro di noi ha lampeggiato e si è poi accostata. Ne è sceso un uomo che con modi molto urbani ci ha avvertito che mio marito con il suo modo di guidare metteva in pericolo la vita altrui e la propria.
Lo ha quindi invitato a visionare il danno che gli avrebbe creato. Poi sono ritornati verso di me e il marito mi ha detto che il tizio voleva soldi. Prima 200 poi 100 e infine 50 per il fanalino rotto.
Ho logicamente rifiutato, ho preso il cell ed ho scattato la foto della targa.
Ma che fai? Ha urlato il tipo, cancella subito!
Ma manco per niente, ho risposto, se devo farti la lettera mi serve la targa, problemi?
Neanche ho finito di parlare e il tizio è scappato, infilandosi in auto e partendo.
Arrivata a casa, inserendo la targa sul portale dell'automobilista, ho visto che non aveva l'assicurazione. Inoltre, avevamo due strisciate sull'auto, fatte forse con carta abrasiva. Ma noi non ce n'eravamo accorti.
Stamattina abbiamo denunciato ai carabinieri che dal numero di targa sono risaliti alla proprietaria,  che l'auto era in fermo amministrativo, che aveva diverse pendenze e che non era assicurata  (ma questo già lo sapevamo).
Risultava che non era stata mai fermata nè segnalata per cui si desume che le vittime precedenti hanno pagato e taciuto, guardandosene bene dal presentare denuncia. Dubito infatti che fossimo i primi.



martedì 22 agosto 2017

Qui succede Casamicciola



“Qui succede Casamicciola” è sicuramente il proverbio più famoso, l’unico ad avere varcato i confini dell’isola d’Ischia. Del resto, il terremoto di Casamicciola del 28 luglio 1883 ebbe un’eco nazionale e per le dimensioni della catastrofe e, soprattutto, per il tempestivo intervento del governo Depretis (da cui il nome di alcuni rioni baraccati). Non a caso, Casamicciola, “bianca, (che) sembrava posare su di un cuscino di verdura” è anche il titolo di una famosa novella di Giovanni Verga. Ma l’evocazione di quella sciagura va oltre la cronaca, la letteratura e i libri di storia. I 13 secondi che devastarono la cittadina termale sono una metafora potente della provvisorietà dell’esistenza, del dolore improvviso della perdita, dell’evento traumatico che condiziona in profondità il resto della vita. Come nel caso di Benedetto Croce, al punto che più di un critico ha scorto un nesso di causa-effetto tra il trauma e la riflessione filosofica. In pratica, secondo quest’ipotesi interpretativa il diciassettenne Benedetto Croce non sarebbe mai diventato il filosofo Benedetto Croce se quella sera di fine luglio del 1883 non avesse vissuto l’esperienza devastante della perdita di tutta la sua famiglia"

Questa la storia.
Che ieri si è ripetuta, uccidendo in chiesa una povera donna andata a pregare e seppellendo tre bambini sotto le macerie della loro casa venuta giù come una costruzione Lego. Il coraggio e la capacità dei vigili del fuoco, i nostri angeli, li hanno tirati fuori vivi.
Un sisma di 4 gradi Richter che ha fatto danni incomprensibili che tutti attribuiscono all'abusivismo, che a Ischia esiste ed è una catastrofe, eppure sono venute giù case antiche, in regola e persino la chiesa ricostruita dopo il 1883. 
Nel frattempo assistiamo alle solite bagarre. Turisti in fuga all'assalto dei traghetti con la miserabile pretesa di non pagare il biglietto, attribuendosi lo status di sfollati. Laddove non esiste ordine di evacuazione.
Vorrei chiudere questo post con l'augurio di speranza per un futuro migliore, come quello che esprime questa foto.



giovedì 10 agosto 2017

È morto Winck, l'Unno

Si chiamava Antonio Pignatiello e faceva il giornalista ad Alcamo. Aveva 55 anni. Era stato gia sottoposto ad angioplastica ma un infarto fulminante lo ha portato via.
Era mio amico e chi legge questo blog conosce i suoi commenti ai miei post, sempre a contestare e criticare e i litigi che ne derivavano.
Era uomo di destra e avevamo ben poco in comune eppure questa strana amicizia è andata avanti per oltre 15 anni.
Ci divideva la politica, anche se mai ho capito quale gli andasse a genio ma ci univa la musica, le letture e l'amore per Napoli dove aveva soggiornato per qualche tempo e che gli era rimasta nel cuore.
Sempre  coerente, sempre uguale, continuava il suo lavoro alternandolo con la scrittura di racconti visionari di cui di tanto in tanto me ne mandava qualcuno.
Ci teneva ad apparire antipatico e sgradevole ma era diverso, a volte persino gentile. Mi contestava ma mi voleva bene e anche io gliene volevo. Le lunghe chiacchierate nella chat di Libero e telefonate varie avevano permesso di conoscerci ma non di persona.
Devo a lui questo blog. Mi aveva incitato a crearlo e a scrivere, a me che credevo di non avere nulla da dire. Ricordo il suo primo commento: nu blog è sulo nu blog, sò 'e parole ca nun sò sulo parole.
E si è scritto anche il suo epitaffio, il giorno prima di morire, lucido e sensibile come pochi:


Keerck, riposa in pace, Unno, nel paradiso del Whalalla, cavalcando come sognavi tra le foreste del Nord.

I funerali ad Alcamo oggi alle 17.

giovedì 27 luglio 2017

Ancora il Vesuvio

L'ho già detto che occupa i miei pensieri. Vederlo distrutto in quel modo mi stringe il cuore, tanto.
Molti dei miei ricordi sono legati a lui.
La prima volta che ho visto la neve era lì.
Salimmo con la cinquecento che si mise di traverso e non voleva saperne di andare avanti. Idem per la discesa, tutta di sbieco in scivolata.
E ancora le salite e le discese col vecchio Gilera, dove io facevo le curve all'incontrario, piegandomi in modo sbagliato e Dio solo sa come non finimmo per terra.
E le ginestre in fiore che rimandavano a Leopardi
E poi in giro su e giù per il cratere alla ricerca di minerali e dell'introvabile vesuvianite, con il figlio che si era appassionato alla geologia e solo la convinzione che sarebbe rimasto disoccupato a vita lo convinse a iscriversi a Ingegneria.
Questo non gli impedì di riempirmi armadietti e scaffali di minerali raccolti in giro per l'Italia: Sicilia, Sardegna, isola d'Elba.
Stanno ancora tutti lì.

lunedì 24 luglio 2017

Funicolare Centrale

Sabato dopo 11 mesi di lavori ha riaperto la funicolare Centrale, che collega il Vomero a via Toledo. Tempo mezz'ora ed ha richiuso, causa malfunzionamento porte.
Riparato il guasto è ripartita e stamattina siamo andati a vederla.






Ci hanno fatto visitare la sala macchine, pulita e lucida come non avevo mai visto. Hanno risistemato anche la vecchia carrozza, mettendoci le luci all'interno ed hanno messo in mostra pezzi che risalgono al 1930, una specie di piccolo museo. Tra essi la dinamo qui in foto.


E un altro pezzo è fatto.
Ora aspettiamo l'Occhio di Fuchsas,  la stazione Duomo della Metro, che conterrà i reperti archeologici lì ritrovati.
Non è dato ancora sapere quando. Avevano detto fine anno ma pare, al solito, che i soldi non ci sono.

giovedì 20 luglio 2017

Stereocaulon Vesuvianum





Sulle colate laviche più recenti la colonizzazione vegetale inizia ad opera dello Stereocaulon vesuvianum, un lichene coralliforme dal tipico aspetto grigio e filamentoso. Il lichene ricopre interamente la lava del 1944 e la colora di grigio facendole assumere riflessi argentati nelle notti di luna piena.
Ricopre la lava di un tappeto argenteo e lentamente erode la roccia vulcanica, la polverizza creando il terreno fertile per la crescita della valeriana, della ginestra e della acetosella e, poi, per la vegetazione ad alto fusto.
Sulle colate più antiche allo Stereocaulon vesuvianum si affiancano le altre specie pioniere, tra cui la Valeriana rossa (Centranthus ruber), l'Elicriso (Helichrysum litoreum), l'Artemisia (Artemisia campestris) e la Romice rossa (Rumex scutatus).
Le associazioni pioniere preparano il terreno per l'instaurarsi di estesi ginestreti, che imprimono un aspetto caratteristico ai versanti del Vesuvio, soprattutto durante le fioriture; sono presenti 3 specie di ginestra: la Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), la Ginestra odorosa (Spartium junceum) e la Ginestra dell'Etna (Genista aetnensis), endemita etneo introdotto sul Vesuvio dopo l’eruzione del 1906.
Sul versante sud-occidentale del Vesuvio, l’originale vegetazione mediterranea è stata in parte sostituita da pinete impiantate a partire dalla seconda metà del 1800 tra i 300 e i 900 metri

A questo lichene è affidata la speranza di ripopolare il vulcano, guidando la natura a far attecchire e ricrescere le specie che ripopoleranno la Montagna, devastata dagli incendi di questi giorni.
E come dice l'amica Rossana, oltre agli alberi dobbiamo ripiantare la speranza.

domenica 16 luglio 2017

Pubblicità pubblicità

Molti attori famosi che facevano pubblicità a lungo per qualche prodotto venivano sbeffeggiati dal pubblico a teatro come gli attori cani di avanspettacolo.
Mi è capitato anni fa di  vedere Calindri al teatro di Pompei recitare in una commedia di Shakespeare. Usciva dolorante e curvo da un armadio in camicia da notte e papalina e dal pubblico una voce gridò: prenditi un cynar!
Anche Paolo Ferrari che ha fatto pubblicità per anni a un detersivo fu beccato dal loggione del Politeama: signora? Si prenda il suo Dash!
La premessa per dire che anche ai giorni nostri ci sono attori che si fanno ridere dietro causa pubblicità improbabili.
È il caso di Alessandro Gassman che pubblicizza una scatoletta di tonno, specificando che il suddetto viene pescato con la canna.
Ci vuole un bel coraggio a dire una roba del genere, un tonno non è certo un pescetto e vallo a tirare su.
Alessà, c'avessi anche tu il mutuo?

giovedì 13 luglio 2017

Il Vesuvio come sta?


Ė difficile spiegare cos'è il Vesuvio per i napoletani. Non c'è giorno che non vi rivolgiamo lo sguardo. In estate lo vediamo rossiccio e pensiamo al giallo del ginestre che lo ricoprono, d'inverno vediamo il suo cappuccio innevato e con un brivido avvertiamo il freddo gelido che spira. È una presenza costante nelle nostre giornate e gli buttiamo sempre uno sguardo quando compare alla vista negli scorci della città che attraversiamo. Ed anche ora guardiamo appena possibile e chiediamo: ma adesso come sta il Vesuvio? Preoccupati e addolorati per quello che sta accadendo.
Sembra di avere un moribondo in casa e speriamo che si riprenda e continui ad essere un nostro punto di riferimento.
'A Muntagna è il nostro nume tutelare, per noi che ci siamo nati sotto e chi non è mai vissuto qui non lo può capire.

E poi c'è questa foto dove i nostri vigili del fuoco stremati dalla lotta con il fuoco cercano un breve riposo per riprendere subito dopo a combattere. Grazie a questi angeli che garantiscono la nostra salvezza.


lunedì 10 luglio 2017

Costumi da star

A Villa Pignatelli c'erano in esposizione i costumi che la sartoria Tirelli ha preparato in 50 anni per vestire star del cinema e del teatro, meritando premi prestigiosi: Oscar, Emma,  David di Donatello,  Nastri d'argento.
Indimenticabile l'abito indossato per il ballo di Angelica Sedara (Claudia Cardinale) nel Gattopardo.


The Young Pope di Paolo Sorrentino


Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone



Sophie Marceau in Anna Karenina


Titania (Michelle Pfeiffer)
Sogno di una notte di mezza estate


Silvana Mangano (madre di Tadzio)
Morte a Venezia

Elizabeth McGovern - Deborah Gelly
Once upon a time in America



La mostra ha chiuso oggi.