Nisida

Nisida

venerdì 2 febbraio 2018

La juta a Montevergine

Pellegrinaggio del 2.2.2018 al santuario di Mamma Schiavona nel giorno della Candelora.

Particolarmente devoti sono i “femminielli”, che ogni anno si recano a Montevergine, per il 2 febbraio, per rendere grazie alla loro Madonna prediletta, nella cosiddetta “juta dei femminiell”. Qui un nutrito gruppo, ogni anno rinnova la propria fede cattolica presentandosi in processione all’antica abbazia dove li aspetta Mamma Schiavona, la Madonna nera pronta ad accoglierli. Il rito si rifà ad un’antica tradizione secondo cui nel 1256, due giovani omosessuali furono scoperti a baciarsi e ad amarsi. Di fronte a questo evento l’intera comunità reagì denudando e cacciando dal paese i due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio, in modo che morissero di fame o fossero sbranati dai lupi. La Vergine, commossa dalla loro vicenda e dal loro amore, li liberò dalle catene e permise alla giovane coppia di vivere apertamente il loro sentimento di fronte ad un’intera comunità che, attestato il Miracolo, non poté far altro che accettare l’accaduto.

Ecco perché Madonna Schiavona viene acclamata da tutti i fedeli come “Colei che tutto concede e tutto perdona”.


(Foto di Mario Laporta)

giovedì 1 febbraio 2018

I tartassati

L'ultima scoperta.
Ho pagato con un assegno il dottore che mi ha operata ma ho dimenticato di scrivere "non trasferibile" perché sull'assegno diceva che la scritta va apposta per assegni superiori a 12.750 euro.
Io non lo sapevo ma il governo da agosto per l'antiriciclaggio ha cambiato la cifra. Ora sono 1.250.
Ieri mattina a Mi manda Rai Tre c'era un poverocristo che ha emesso un assegno in favore del figlio che si sposava di 1.500 euro e non sapeva di questa norma.
L'Agenzia delle Entrate ha mandato al poverocristo una sanzione di 6.000 euro che ha scoperto che analoga sanzione è toccata pure al figlio. 12.000 euro su 1.500. Capirai che riciclaggio con 1.500 euro.
La cosa simpatica è che sono le banche a segnalare al Fisco le inadempienze,  quando basterebbe segnalare a chi versa di apporre la scritta. Cosa che per fortuna ha fatto la banca del dottore.

giovedì 30 novembre 2017

La Pudicizia

Vale la pena arrampicarsi lungo via Emanuele De Deo, strada intitolata al giovane 22enne torturato e impiccato, primo martire della rivoluzione del '99, come recita la targa apposta.
Vale la pena giungere in cima per vedere il murales di Francisco Bosoletti,  artista argentino, ispirato dalla statua della Pudicizia di Antonio Corradini esposta nella Cappella Sansevero.
Alla sinistra si trova il più famoso murales di Maradona, restaurato di recente. Ma a noi non interessa.


venerdì 17 novembre 2017

Gatto nero day. Oggi

Venerdi 17 nel 2017. E quando se no?
Un pensiero per la micia nera che tanta compagnia mi faceva in ufficio.


mercoledì 4 ottobre 2017

San Gennaro pensaci tu

Quando la jella picchia duro allora i duri iniziano a fare sul serio.
Laddove persino i cuorni non ce la fanno, vi si aggiunge san Gennaro. E allora non ce n'è per nessuno.
Direttamente dalla bottega di Rua Catalana, un tempo lattonieri, ora artisti.


(Foto M.G. Capone)

sabato 2 settembre 2017

Questa mi mancava

Tentativo di truffa a mezzo auto, meglio conosciuta come "il trucco della strisciata".
Ieri sera percorrendo la tangenziale verso Giugliano la nostra auto è stata colpita da qualcosa che ha provocato un rumore fortissimo. Mentre accostavamo un'auto dietro di noi ha lampeggiato e si è poi accostata. Ne è sceso un uomo che con modi molto urbani ci ha avvertito che mio marito con il suo modo di guidare metteva in pericolo la vita altrui e la propria.
Lo ha quindi invitato a visionare il danno che gli avrebbe creato. Poi sono ritornati verso di me e il marito mi ha detto che il tizio voleva soldi. Prima 200 poi 100 e infine 50 per il fanalino rotto.
Ho logicamente rifiutato, ho preso il cell ed ho scattato la foto della targa.
Ma che fai? Ha urlato il tipo, cancella subito!
Ma manco per niente, ho risposto, se devo farti la lettera mi serve la targa, problemi?
Neanche ho finito di parlare e il tizio è scappato, infilandosi in auto e partendo.
Arrivata a casa, inserendo la targa sul portale dell'automobilista, ho visto che non aveva l'assicurazione. Inoltre, avevamo due strisciate sull'auto, fatte forse con carta abrasiva. Ma noi non ce n'eravamo accorti.
Stamattina abbiamo denunciato ai carabinieri che dal numero di targa sono risaliti alla proprietaria,  che l'auto era in fermo amministrativo, che aveva diverse pendenze e che non era assicurata  (ma questo già lo sapevamo).
Risultava che non era stata mai fermata nè segnalata per cui si desume che le vittime precedenti hanno pagato e taciuto, guardandosene bene dal presentare denuncia. Dubito infatti che fossimo i primi.



martedì 22 agosto 2017

Qui succede Casamicciola



“Qui succede Casamicciola” è sicuramente il proverbio più famoso, l’unico ad avere varcato i confini dell’isola d’Ischia. Del resto, il terremoto di Casamicciola del 28 luglio 1883 ebbe un’eco nazionale e per le dimensioni della catastrofe e, soprattutto, per il tempestivo intervento del governo Depretis (da cui il nome di alcuni rioni baraccati). Non a caso, Casamicciola, “bianca, (che) sembrava posare su di un cuscino di verdura” è anche il titolo di una famosa novella di Giovanni Verga. Ma l’evocazione di quella sciagura va oltre la cronaca, la letteratura e i libri di storia. I 13 secondi che devastarono la cittadina termale sono una metafora potente della provvisorietà dell’esistenza, del dolore improvviso della perdita, dell’evento traumatico che condiziona in profondità il resto della vita. Come nel caso di Benedetto Croce, al punto che più di un critico ha scorto un nesso di causa-effetto tra il trauma e la riflessione filosofica. In pratica, secondo quest’ipotesi interpretativa il diciassettenne Benedetto Croce non sarebbe mai diventato il filosofo Benedetto Croce se quella sera di fine luglio del 1883 non avesse vissuto l’esperienza devastante della perdita di tutta la sua famiglia"

Questa la storia.
Che ieri si è ripetuta, uccidendo in chiesa una povera donna andata a pregare e seppellendo tre bambini sotto le macerie della loro casa venuta giù come una costruzione Lego. Il coraggio e la capacità dei vigili del fuoco, i nostri angeli, li hanno tirati fuori vivi.
Un sisma di 4 gradi Richter che ha fatto danni incomprensibili che tutti attribuiscono all'abusivismo, che a Ischia esiste ed è una catastrofe, eppure sono venute giù case antiche, in regola e persino la chiesa ricostruita dopo il 1883. 
Nel frattempo assistiamo alle solite bagarre. Turisti in fuga all'assalto dei traghetti con la miserabile pretesa di non pagare il biglietto, attribuendosi lo status di sfollati. Laddove non esiste ordine di evacuazione.
Vorrei chiudere questo post con l'augurio di speranza per un futuro migliore, come quello che esprime questa foto.